La santa pazzia

Laudi italiane, conductus e mottetti francesi del XIII secolo

La musica della Chiesa, delle Università, delle corti e della ricca mercanzia italiane parlava latino o francese; l’Italia del popolo e dei dialetti cominciò ad identificarsi alla fine del ‘200 attraverso l’uso della lingua volgare.

Già nei canti devozionali dei Laudari cortonesi, come nelle composizioni poetiche siciliane e in quelle dei notari bolognesi la lingua italiana mostra grande invenzione ritmica ed eleganza stilistica. Dall’incontro tra la poesia in volgare, le composizioni dei trovieri d’oltralpe e la musica di tradizione orale emerge uno stile musicale tipicamente italiano che si affermerà velocemente in tutta Europa.
Il programma è composto essenzialmente da laudi monodiche e danze strumentali italiane, da mottetti e conductus francesi del XIII secolo.