La vita de Colin

Colin, un soldato mercenario e ribaldo, gira di locanda in locanda senza pagare il conto. Travestimento del maligno e per questo anche povero diavolo, appartiene alla galleria dei personaggi minori della letteratura italiana quattrocentesca: il venditore ambulante, la vecchia importuna, la fanciulla
malmaritata, il cavaliere di ventura, descritti ora con pungente ironia, ora con cattiveria e altre volte con pietosa commozione, tra proverbi e citazioni popolari, nel repertorio della polifonia italiana del XV secolo.

Le musiche, in gran parte anonime, cantano con il linguaggio della musica colta d’oltralpe alludendo, con armonie semplici e forme brevi, al mondo del volgo derelitto e comico dietro cui si intravedono gli accenti mai sopiti del teatro pagano di origine Etrusca e Latina, prima che venisse duramente osteggiato dalla Controriforma e rinascesse poi, trasformato, nella Commedia dell’Arte.